Futuri droni DJI 2026-2027: Neo 3, Air 4, Avata 3

Con l’avvicinarsi della fine dell’anno, un periodo che DJI ama tradizionalmente per rinnovare parte del proprio catalogo destinato al grande pubblico, si moltiplicano le indiscrezioni sui prossimi droni del produttore di Shenzhen. Confezioni fotografate presso rivenditori asiatici, iscrizioni nel registro dell’aviazione civile cinese, certificati radio con riferimenti enigmatici, prototipi ripresi durante i test: il dossier sui futuri droni DJI non è mai stato così ricco di informazioni, né così complesso da districare. Infatti, mentre per un modello il cui lancio sembra ormai imminente, come il DJI Neo 3, esistono già informazioni concrete, per molti altri ci si basa ancora solo su proiezioni ricavate dal ritmo di rinnovamento del marchio, quando non su video che riciclano spudoratamente le stesse voci non verificabili.

Il calendario dell’autunno 2026 ha già svelato la sua prima novità. Il 14 ottobre, DJI Enterprise ha presentato ufficialmente il Dock 4 e il Matrice 5TD che lo accompagna, la primissima docking station del marchio in grado di sostituire automaticamente la batteria del dispositivo. Per quanto riguarda il settore del tempo libero, invece, DJI non ha ancora confermato nulla, ed è proprio questo silenzio ad alimentare le speculazioni sul Neo 3, sull’attesissimo Air 4, su un possibile Avata 3 o su un ipotetico Mini 6 Pro.

In questo speciale, la redazione di Reparation-drone.com fa il punto, modello per modello, su tutto ciò che si sa delle prossime uscite DJI alla data del 19 ottobre 2026. Abbiamo deciso di distinguere sistematicamente tra ciò che rientra nell’annuncio ufficiale, le indiscrezioni documentate da un registro o da una confezione e le semplici supposizioni, poiché questa gerarchia condiziona direttamente la decisione di acquistare subito o di aspettare. Torneremo inoltre sul contesto normativo, che incide più che mai sulla strategia di lancio di DJI, nonché su ciò che queste novità comporteranno concretamente in termini di manutenzione e riparazione.

Qual è la situazione del catalogo DJI nell'autunno del 2026?

Per valutare cosa ci si possa ragionevolmente aspettare nei prossimi mesi, occorre innanzitutto ricordare quanto DJI abbia rinnovato la propria gamma negli ultimi diciotto mesi. Il 2025 si è aperto a gennaio con il DJI Flip, un modello compatto pieghevole con eliche protette, seguito a maggio dall’arrivo del Mavic 4 Pro, nuovo fiore all’occhiello del marchio con la sua fotocamera principale Hasselblad da 100 megapixel in formato Four Thirds, la registrazione video 6K a 60 fotogrammi al secondo e la sua gondola a rotazione completa. A settembre 2025 è seguito il Mini 5 Pro con un sensore da 1 pollice da 50 megapixel e un LiDAR frontale, poi il Neo 2, lanciato in Cina il 30 ottobre e in Europa il 13 novembre 2025 a partire da 239 euro, ha finalmente dotato il piccolo drone per selfie di un sistema di rilevamento ostacoli omnidirezionale. Solo la gamma Air è rimasta invariata dall’Air 3S dell’ottobre 2024, un dettaglio che assumerà tutta la sua importanza in seguito.

Il 2026 ha poi confermato l'interesse di DJI per nuove applicazioni. Presentato il 26 marzo, l’Avata 360 è il primo drone del marchio a combinare volo immersivo e riprese a 360 gradi, con sensori da un pollice in grado di registrare in 8K a 60 fotogrammi al secondo in HDR, foto da 120 megapixel, trasmissione O4+ e ottica sostituibile dall’utente, il tutto a partire da 459 euro per il solo drone. Meno di un mese dopo, il 23 aprile, DJI ha lanciato una gamma completamente nuova con il Lito 1 e il Lito X1, due droni di peso inferiore a 250 grammi destinati ai principianti e venduti rispettivamente a partire da 339 e 419 euro. Il Lito X1, che abbiamo testato in modo approfondito, si distingue per il suo sensore da 1/1,3 pollici, il LiDAR frontale e i 42 GB di memoria interna, mentre il Lito 1 si limita a un sensore da 1/2 pollice da 48 megapixel con apertura f/1,8, come spieghiamo nel nostro Confronto tra Lito X1 e Lito 1.

Da allora, invece, nessun nuovo drone destinato al grande pubblico è venuto ad arricchire il catalogo. DJI ha certamente moltiplicato gli annunci relativi alle altre sue famiglie di prodotti, dall’Osmo Pocket 4 ad aprile all’Osmo 360 II presentato all’IFA di Berlino all’inizio di settembre, ma il segmento dei droni per il grande pubblico sta vivendo una pausa di quasi sei mesi. È proprio questa pausa a rendere il Neo 3 e l’Air 4 così attesi, e a spiegare il fermento con cui ogni indiscrezione viene ormai commentata.

Questo rinnovamento è infine accompagnato da un addio simbolico. DJI ha annunciato la cessazione del supporto post-vendita per il Phantom 4 Pro V2.0 a partire dal 31 ottobre 2026: dopo tale data, il marchio non gestirà più le richieste di informazioni, l’assistenza tecnica né la manutenzione di questo modello lanciato nel maggio 2018 e dei relativi accessori. Il Phantom, con il suo sensore da un pollice e l’otturatore meccanico ancora molto apprezzati per la fotogrammetria, rimane comunque riparabile, e la nostra officina continua a offrire ricambi per Phantom 4 Pro V2.0 per i piloti che desiderano prolungare la vita utile del proprio velivolo.

I prossimi droni DJI in arrivo, modello per modello

DJI Neo 3: il prossimo lancio per il grande pubblico

Tra tutti i droni DJI non ancora annunciati, il Neo 3 è senza dubbio quello più vicino al traguardo, e sono proprio diversi indizi indipendenti a confermarlo. A metà settembre è stata fotografata una confezione di vendita contrassegnata da un adesivo con la scritta «Not for sale», tipico dei modelli di pre-serie affidati ai distributori. Il registro cinese dei droni civili, alimentato dalla stessa DJI, ha poi rivelato il dispositivo con il codice DEN326, con una data di produzione fissata al 21 settembre 2026 e un peso di 192,7 grammi. All’inizio di ottobre, il leaker Igor Bogdanov ha pubblicato una scheda di marketing, mentre Jasper Ellens ha condiviso un video dell’unboxing e del primo volo girato da un proprietario in Indonesia, paese in cui i piccoli droni DJI fanno spesso la loro comparsa in anticipo rispetto alla data prevista.

La fotocamera rappresenta l'evoluzione più significativa. Secondo le specifiche tecniche divulgate, la Neo 3 è dotata di un sensore quadrato da 1/1,1 pollici, lo stesso formato di quello dell’Osmo Action 6, che consente di riprendere in verticale in piena definizione senza dover ruotare la fotocamera, oltre a uno zoom 2x senza perdita di qualità. Si tratta di un notevole salto di qualità rispetto al sensore da 1/2 pollice e 12 megapixel del Neo 2 e dovrebbe tradursi in un netto miglioramento in condizioni di scarsa illuminazione e nella gamma dinamica, a condizione che l’elaborazione sia all’altezza. Nessun documento specifica tuttavia la risoluzione né la velocità di trasmissione video: il riferimento a una risoluzione 4K a 30 fotogrammi al secondo in verticale e a una portata di 10 chilometri in O4, ripreso da alcuni account specializzati, non si basa ad oggi su alcuna fonte verificabile.

Questo salto di gamma ha un prezzo in termini di peso. Con i suoi 192,7 grammi, il Neo 3 pesa circa 28 % in più rispetto a un Neo 2 (151 grammi a vuoto, 160 grammi con il modulo di trasmissione a incastro), pur rimanendo ben al di sotto della soglia dei 250 grammi. L’assenza di questo modulo nell’elenco dei componenti contenuti nella confezione fa supporre che la radio sia ora integrata nella cellula. Le eliche sono completamente racchiuse in gabbie a raggi stampate nei bracci, e la loro sostituzione richiede lo smontaggio di un pezzo avvitato, motivo per cui nella confezione è incluso un cacciavite. La scheda tecnica promette infine un rilevamento degli ostacoli omnidirezionale, come confermano i sensori visibili sui bracci, sopra la telecamera e sul retro del drone, orientati verso il cielo.

Anche l’alimentazione passa a una nuova generazione. L’etichetta della batteria indica 1.800 mAh, 10,5 volt e 18,9 Wh, ovvero tre celle in serie, mentre il pacco batterie del Neo 2 si limita a due celle per 11,5 Wh. Il connettore passa da cinque a sette contatti, rendendo le due batterie del tutto incompatibili. Il pacchetto Fly More mostrato nei video comprende tre batterie, un hub di ricarica, eliche di ricambio e il nuovo radiocomando DJI RC Mini, dotato di un piccolo schermo che permette di accoppiarlo e visualizzare il feed video senza smartphone, oltre che di una rotella nascosta sul lato. L’autonomia, invece, non compare in nessun documento.

Resta da chiarire la questione della data e del prezzo. DJI non ha annunciato nulla, ma la data di produzione e la cronologia delle indiscrezioni suggeriscono un lancio ufficiale tra la fine di ottobre e novembre 2026, forse inizialmente in Cina, come è avvenuto per il Neo 2 lo scorso anno. Attualmente circola su Reddit un post che parla di un lancio il 3 novembre e di prezzi dell’ordine di 669 euro per il solo drone, ma non si basa su alcun elemento verificabile e lo accogliamo con la massima riserva. Le stime più ragionevoli prevedono piuttosto un aumento moderato rispetto ai 239 euro del Neo 2, con un prezzo compreso tra i 270 e i 300 euro per il solo drone e tra i 450 e i 500 euro con l’RC Mini. Precisazione utile: sebbene la RC Mini abbia ottenuto l’autorizzazione FCC il 19 dicembre 2025, il drone non ne dispone, pertanto il Neo 3 non sarà commercializzato ufficialmente negli Stati Uniti, senza alcuna conseguenza per gli acquirenti francesi.

DJI Air 4: il successore dell’Air 3S è ancora atteso

A quasi due anni dall’uscita dell’Air 3S, avvenuta nell’ottobre 2024, l’attesa per l’Air 4 supera di gran lunga i tempi abituali della gamma, considerando che l’Air 3S era a sua volta arrivato solo quindici mesi dopo l’Air 3. Ad agosto avevamo dedicato un scheda completa del DJI Air 4, e le settimane trascorse da allora rendono necessario un aggiornamento, oltre a un’importante correzione su uno degli indici normativi.

Le informazioni concrete sono ancora poche. Dal 2025 sono circolate diverse immagini di prototipi, tra cui alcune fotografie presentate come quelle di un velivolo incidentato, che mostrano un telaio ridisegnato, bracci più spessi e sensori aggiuntivi. Soprattutto, l’11 maggio 2026, Igor Bogdanov ha individuato l’Air 4 in un’app cinese per la segnalazione dei voli, classificato nella categoria dei velivoli di peso inferiore a 250 grammi. La certificazione radio cinese di luglio, ampiamente presentata all’epoca come quella dell’Air 4, anche nel nostro precedente articolo, riguarda, secondo le verifiche pubblicate da allora, in particolare dal sito Drone Ranker, un modello con codice N610BS il cui collegamento con l’Air 4 non è mai stato stabilito. Da settembre, nessuna confezione, nessuna scheda del rivenditore né alcun teaser sono venuti ad arricchire il dossier.

Dal punto di vista tecnico, due scenari incompatibili si contendono la scena. Il primo, coerente con la categoria indicata nell’app di volo, descrive un Air di peso inferiore a 250 grammi dotato di un unico sensore da 1/1,3 pollici e della trasmissione O4+. Il secondo ipotizza un velivolo più pesante, al di sotto dei 500 grammi, dotato di due sensori da un pollice e di una trasmissione O5. Nessuna di queste due versioni si basa su una fonte citata, e un telaio di peso inferiore a 250 grammi difficilmente può ospitare due sensori da un pollice, per cui solo una delle due ha la possibilità di essere corretta, a meno che DJI non stia preparando due modelli distinti, ipotesi avanzata da alcuni. Entrambe le ipotesi concordano tuttavia su un’autonomia di circa 40 minuti e su un sistema di rilevamento degli ostacoli omnidirezionale più performante, in particolare in condizioni di scarsa luminosità.

Un Air con un peso inferiore ai 250 grammi presenterebbe un evidente vantaggio normativo in Europa, poiché passerebbe dalla classe C1 dell’Air 3S, che pesa 724 grammi, alla classe C0, ma comporterebbe dei compromessi in termini di batteria e tenuta al vento che andranno valutati caso per caso. A nostro avviso, l’assenza di qualsiasi indiscrezione rende ormai improbabile un lancio prima della fine dell’anno, e l’inizio del 2027 ci sembra la finestra temporale più realistica. Le stime di prezzo che circolano, comprese tra 800 e oltre 1.200 dollari a seconda della configurazione, vanno prese con cautela. Per chi ha bisogno di un drone di questa categoria fin da subito, l’Aria 3S rimane una scelta sicura.

N610BS: il codice misterioso che suscita curiosità

All'inizio di luglio 2026, due modelli sconosciuti, N610BS e N610BS-BD, hanno ottenuto la certificazione radio dalle autorità cinesi; il secondo con il numero 2026-7820. Il loro prefisso non corrisponde a nessuna delle attuali famiglie di DJI, i cui codici interni iniziano solitamente con M per la serie Matrix, CZ per la serie Air, MT per la serie Mini, DF per la serie Neo, QF per la serie Avata o DG per la serie Lito, e la pratica sarebbe stata gestita secondo una procedura più simile a quella dei modelli di fascia alta o professionali che a quella dei droni destinati al grande pubblico. Le ipotesi spaziano da una nuova fascia semiprofessionale posizionata al di sopra della gamma Air a un dispositivo aziendale, passando per un modello complementare all’Air 4. A tre mesi da questa certificazione, non sono trapelate altre informazioni, il che invita a non trarre conclusioni affrettate né sulla sua natura né sulla data di uscita.

DJI Avata 3: con ogni probabilità non prima del 2027

Occorre innanzitutto chiarire un malinteso persistente: l’Avata 360 non è il successore dell’Avata 2, ma una linea parallela dedicata alla ripresa sferica. Un Avata 3 nel senso classico del termine deve quindi ancora arrivare, e le informazioni al riguardo rimangono frammentarie. Nel marzo 2026, il creatore di contenuti Mauro Tandoi ha riportato il messaggio di una fonte cinese che affermava di aver pilotato un prototipo: secondo questa fonte, l’Avata 3 sarebbe uscito l’anno successivo, ovvero nel 2027, con una gondola panoramica simile all’angolo di campo di una videocamera a 360° e sensazioni di volo giudicate meno piacevoli rispetto a quelle dell’Avata 2. A metà aprile, un video pubblicato da Igor Bogdanov mostrava inoltre un prototipo compatto con doppia protezione delle eliche, attribuito a volte a un Avata 3, a volte a un nuovo Neo, senza che la sua identità sia mai stata accertata. Ad oggi, nessun deposito regolamentare, nessuna iscrizione nel registro cinese né alcuna confezione a sostegno di un’imminente uscita.

L'andamento storico della gamma conferma questa interpretazione prudente. Il primo Avata è stato lanciato nell'agosto 2022, l'Avata 2 nell'aprile 2024 e l'Avata 360 nel marzo 2026, con un intervallo di circa due anni tra un lancio e l'altro. Un Avata 3 commercializzato già dalla fine del 2026 finirebbe per cannibalizzare l’Avata 360 appena sei mesi dopo il suo lancio, il che sembra poco coerente con la strategia commerciale di DJI. Per gli appassionati di pilotaggio immersivo, l’Avata 2 e l’Avata 360 rimarranno quindi i modelli di riferimento del catalogo ancora per molti mesi, con il vantaggio di condividere l’ecosistema di occhiali e radiocomandi del marchio.

DJI Mini 6 Pro: tanto clamore, nessuna prova

Il Mini 6 Pro è probabilmente il drone DJI più ricercato online e, paradossalmente, quello su cui si hanno meno informazioni affidabili. A metà ottobre 2026, non c’è traccia di questo modello nei registri cinesi, né certificazioni radio, né prototipi fotografati, né confezioni. I video che promettono un sensore stacked da un pollice, una doppia fotocamera, riprese video in 8K o un’ora di autonomia sono, per lo più, contenuti speculativi, a volte generati automaticamente, che spesso ignorano il fatto che il Mini 5 Pro Il modello attuale offre già un sensore da 1 pollice da 50 megapixel, 4K a 120 fotogrammi al secondo e un LiDAR frontale.

Anche il calendario di lancio della gamma non fa presagire un’uscita imminente. Il Mini 3 Pro è stato lanciato a maggio 2022, il Mini 4 Pro a settembre 2023 e il Mini 5 Pro a settembre 2025, con intervalli compresi tra i sedici e i ventiquattro mesi, il che colloca logicamente un successore nel corso del 2027. L’arrivo del Lito X1, che ora occupa parte della fascia di mercato al di sotto del Mini 5 Pro, riduce ulteriormente l’urgenza per DJI. Il nostro consiglio è quindi semplice: non rimandate l’acquisto di un Mini in attesa di un Mini 6 Pro, di cui oggi non è possibile stabilire la data di uscita.

DJI Mavic 5 Pro: non prima del 2027

La situazione è simile anche nella fascia alta. Lanciato nel maggio 2025, il Mavic 4 Pro ha alzato notevolmente l’asticella con la sua tripla fotocamera, il sensore principale Four Thirds da 100 megapixel firmato Hasselblad, la registrazione video 6K in HDR e la gondola Infinity in grado di ruotare di 360 gradi. Tra il Mavic 3 di novembre 2021, il Mavic 3 Pro di aprile 2023 e il Mavic 4 Pro, DJI ha rispettato un ciclo di circa due anni, il che fa ipotizzare un eventuale Mavic 5 Pro non prima del 2027. Ad oggi non ci sono trapelate informazioni attendibili al riguardo, e le promesse relative alla trasmissione OcuSync 5 o al radar integrato che accompagnano alcuni video non trovano riscontro in alcun documento. A volte si parla di una versione più accessibile del Mavic 4, sul modello del Mavic 3 Classic uscito a novembre 2022, ma al momento si tratta solo di una deduzione tratta dalle abitudini del marchio.

Sul fronte professionale: Matrice 5TD e Dock 4 sono già stati presentati ufficialmente, ora l’attenzione è rivolta al seguito

L'unico lancio di un drone previsto per l'autunno riguarda il segmento professionale. Presentato il 14 ottobre 2026, il Dock 4 è la prima stazione di ricarica DJI in grado di sostituire automaticamente la batteria del drone in meno di 25 secondi, consentendo di rimetterlo in volo meno di 45 secondi dopo l’atterraggio, mentre le stazioni precedenti richiedevano una ricarica di circa mezz’ora. Funziona esclusivamente con il nuovo Matrice 5TD, un velivolo da 2,6 chilogrammi con un’autonomia di volo dichiarata di 59 minuti, che integra telecamere grandangolari e a infrarossi, LiDAR, un radar a onde millimetriche e un’intelligenza artificiale integrata in grado di riconoscere 17 tipi di oggetti in tempo reale, in un raggio d’azione di 10 chilometri. Il kit, che comprende la docking station, il drone e la stazione di terra O4, ha un prezzo di 167.999 yuan in Cina, pari a circa 25.100 dollari, mentre in Europa la commercializzazione avviene tramite i rivenditori DJI Enterprise, su preventivo. I possessori di flotte Matrice 4TD noteranno che questo nuovo dock non è compatibile con i loro dispositivi.

Il seguito potrebbe riguardare le versioni non collegate alla base. A luglio, Igor Bogdanov aveva diffuso alcune immagini di un Matrice 5 dotato di LiDAR integrato e di una piattaforma con cinque finestre, presentato come il successore della serie Matrice 4 nel ruolo di modello di punta compatto per i professionisti, senza che oggi sia possibile stabilire se si trattasse del 5TD, ormai ufficiale, o di un’altra variante. Poiché la famiglia Matrice 4 è stata proposta sia in versioni portatili, le 4E e 4T, sia in versioni destinate alle docking station, le 4D e 4TD, sarebbe logico vedere l’arrivo di Matrice 5 utilizzabili fuori dalla docking station, ma DJI non ha confermato nulla al riguardo.

Tabella riassuntiva dei futuri droni DJI

Per maggiore chiarezza, la tabella sottostante riassume lo stato di avanzamento di ciascun modello al 19 ottobre 2026, distinguendo il livello di evidenza disponibile. Le finestre di lancio indicate sono il risultato delle nostre analisi incrociate e dell’andamento storico di DJI: non costituiscono in alcun caso date ufficiali.

ModelloSituazione al 19 ottobre 2026Finestra di uscita probabileQuello che sappiamoAffidabilità delle informazioni
DJI Neo 3Non pubblicizzato, confezione e registro cineseDa fine ottobre a novembre 2026Sensore quadrato da 1/1,1 pollici, 192,7 g, batteria a tre celle da 18,9 Wh, RC Mini con schermoAlto
DJI Air 4Non annunciata, app cinese per il voloL'inizio del 2027 è più probabile rispetto alla fine del 2026Meno di 250 g o doppio sensore da 1 pollice, a seconda delle fonti, circa 40 minMedia
N610BSCertificazione radio cinese del luglio 2026SconosciutaModello non identificato, cartella di fascia altaScarsa conoscenza delle caratteristiche del prodotto
DJI Avata 3Voce, prototipo non identificato2027Cabina panoramica citata da una fonte cineseBasso
DJI Mini 6 ProNessuna traccia normativa2027Nulla di verificabileMolto basso
DJI Mavic 5 ProNessuna traccia normativaNon prima del 2027Nulla di verificabileMolto basso
DJI Matrice 5TD e Dock 4In carica dal 14 ottobre 2026Disponibili presso i rivenditori Enterprise59 minuti di autonomia di volo, sostituzione della batteria in meno di 25 secondi, LiDAR e radarConfermato

Un contesto normativo che ridefinisce la strategia di DJI

È impossibile comprendere l’attuale calendario di DJI senza fare riferimento alla situazione statunitense. Il 22 dicembre 2025, la Federal Communications Commission ha inserito tutti i droni fabbricati all’estero, insieme ai loro componenti critici, nella sua «Covered List», a seguito di una determinazione in materia di sicurezza nazionale da parte dell’esecutivo, al termine del periodo previsto dalla sezione 1709 della legge statunitense sulla programmazione militare per il 2025. In pratica, nessun nuovo modello DJI può più ottenere l’autorizzazione necessaria per la commercializzazione negli Stati Uniti, mentre i modelli autorizzati in precedenza rimangono in vendita. Questo è il motivo per cui il Lito o il futuro Neo 3 non saranno presenti sul mercato statunitense; del resto, il Neo 2 non è mai stato lanciato in quel mercato, nonostante avesse ottenuto la certificazione già nel luglio 2025, e per il quale ogni indiscrezione menziona ormai l’assenza di una documentazione FCC.

DJI ha impugnato questa decisione dinanzi alla Corte d’appello federale del Nono Circuito, adita il 20 febbraio 2026. In una memoria depositata ad aprile, il produttore ha quantificato per la prima volta l’impatto del provvedimento: quattordici prodotti esistenti hanno visto revocata la loro autorizzazione, venticinque lanci previsti per il 2026 sono bloccati e la perdita prevista per l’anno raggiunge 1,56 miliardi di dollari. A ciò si aggiungono, dal 3 settembre 2026, dazi doganali del 25 % sui droni destinati al grande pubblico importati negli Stati Uniti. Per i piloti europei, l’effetto è indiretto ma ben reale: DJI concentra i propri lanci in Cina e in Europa, con un ritardo talvolta di alcuni giorni o settimane tra l’uno e l’altro, come ha dimostrato il Neo 2, lanciato il 30 ottobre in Cina e poi il 13 novembre 2025 in Europa.

In Francia, anche il quadro normativo è cambiato a partire dal 1° gennaio 2026, con l’eliminazione degli scenari nazionali S1, S2 e S3 a favore dei soli scenari standard europei STS-01 e STS-02, il che riguarda soprattutto i piloti remoti professionisti che operano nella categoria specifica. Per gli hobbisti che volano nella categoria aperta, è la classe CE del velivolo a determinare ciò che è consentito fare. Un drone di classe C0, ovvero di peso inferiore a 250 grammi, può operare nella sottocategoria A1 e sorvolare occasionalmente persone isolate, ma mai sopra assembramenti, fatte salve le restrizioni nazionali che disciplinano rigorosamente il volo nelle aree urbane; ciò spiega l’interesse strategico di un Air 4 alleggerito o di un Neo 3 limitato a 192,7 grammi. Tale soglia non esenta tuttavia da alcuna formalità: la registrazione dell’operatore sulla piattaforma AlphaTango rimane obbligatoria qualora il drone sia dotato di una telecamera, e il rispetto delle zone di restrizione consultabili su Géoportail è obbligatorio per tutti.

Acquistare subito o aspettare? I nostri consigli, dall’acquisto alla manutenzione

La risposta dipende innanzitutto dalla categoria di drone che vi interessa. Se state cercando un piccolo drone per selfie o un primo modello molto compatto, vale la pena aspettare qualche settimana: il Neo 3 è evidentemente in arrivo, e la sua uscita dovrebbe comportare un calo di prezzo del Neo 2, che diventerebbe quindi un ottimo affare. Per un Mini o un Air, invece, non c’è nulla di confermato a breve termine, e i modelli attuali, in primis il Mini 5 Pro e l’Air 3S, beneficiano regolarmente di sconti che li rendono acquisti razionali. Per quanto riguarda i controller FPV, l’Avata 2 e l’Avata 360 rimarranno con ogni probabilità i modelli di riferimento del marchio fino al 2027.

Dal punto di vista dell’officina, ogni nuova generazione porta con sé una serie di cambiamenti che è meglio anticipare. Il Neo 3 ne è un buon esempio: la sua batteria a tre celle e sette contatti rende inutilizzabili i pacchi batteria e gli accessori di ricarica del Neo 2, mentre le sue eliche racchiuse in gabbie avvitate, pur garantendo una maggiore resistenza agli urti, rendono la loro sostituzione un’operazione più complessa rispetto al semplice aggancio. Più in generale, la diffusione del LiDAR e dei sensori distribuiti tutt’intorno alla cellula moltiplica i componenti sensibili che potrebbero subire danni in caso di caduta, rendendo poi necessaria una ricalibrazione. L’esperienza dimostra inoltre che i ricambi di un modello recente impiegano generalmente diverse settimane a diventare disponibili in quantità sufficiente dopo il suo lancio, da qui l’opportunità di sottoscrivere una copertura del tipo DJI Care Refresh durante i primi mesi di utilizzo.

Per i modelli più vecchi, la fine del supporto ufficiale non significa la fine del ciclo di vita del dispositivo. Lo dimostra il caso del Phantom 4 Pro V2.0, per il quale l’assistenza post-vendita DJI terminerà il 31 ottobre 2026: un’officina indipendente può continuare a diagnosticare e riparare questi droni fintanto che i ricambi rimangono disponibili. Se il vostro dispositivo ha subito un urto o presenta un comportamento anomalo, potete richiedere un preventivo per la riparazione nel nostro laboratorio, e se preferite finanziare un nuovo modello, noi Riscattiamo anche i droni danneggiati.

Infine, alcune semplici precauzioni rimangono valide indipendentemente dal modello scelto. Installate l’ultima versione del firmware prima dei primi voli, poiché gli aggiornamenti pubblicati nelle settimane successive al lancio spesso correggono i difetti iniziali. Verificate la calibrazione della centrale inerziale e della bussola dopo un trasporto o un cambiamento significativo del luogo di volo. Ed evitate di smontare da soli un apparecchio ancora in garanzia: su un drone recente, per il quale i tecnici non hanno ancora accumulato un’esperienza sufficiente, un intervento azzardato può aggravare il guasto e compromettere la copertura della garanzia.

Cosa c'è da sapere sui futuri droni DJI

A metà ottobre 2026, il panorama delle future uscite DJI si riduce in realtà a un modello quasi certo, un modello probabile e una serie di ipotesi. Il Neo 3, di cui si è parlato grazie alla confezione, alla registrazione nel registro cinese e a diversi video di unboxing, dovrebbe essere presentato ufficialmente nelle prossime settimane e segnare un vero e proprio salto di qualità grazie al suo sensore da 1/1,1 pollici. L’Air 4 esiste davvero nei piani di DJI, ma le sue caratteristiche rimangono contraddittorie e il suo lancio sembra slittare verso l’inizio del 2027. Per quanto riguarda l’Avata 3, il Mini 6 Pro e il Mavic 5 Pro, al momento si tratta solo di ipotesi, e consigliamo di non rimandare un acquisto in attesa del loro arrivo. Aggiorneremo questo articolo man mano che verranno rilasciati gli annunci ufficiali, a partire da quello relativo al Neo 3.

Domande frequenti sui futuri droni DJI

Qual è il prossimo drone DJI in uscita?

Nel segmento consumer, si tratta con ogni probabilità del DJI Neo 3, la cui confezione, scheda tecnica e registrazione nel registro cinese dei droni sono già trapelate. Un annuncio ufficiale tra la fine di ottobre e novembre 2026 è l’ipotesi più plausibile, anche se DJI non ha ancora comunicato alcuna data. Nel segmento professionale, il Matrice 5TD e il Dock 4 sono già stati presentati ufficialmente il 14 ottobre 2026.

Quando uscirà il DJI Air 4?

DJI non ha annunciato alcuna data. Il dispositivo è apparso nel maggio 2026 in un’app cinese per la dichiarazione dei voli, ma non sono ancora trapelate né immagini della confezione né schede tecniche per i rivenditori, il che rende sempre meno probabile un lancio prima della fine del 2026. L’inizio del 2027 ci sembra oggi la scadenza più realistica.

È stato annunciato il DJI Mini 6 Pro?

No. Alla data di pubblicazione di questo articolo, non esistono certificazioni, prototipi o confezioni che confermino l’esistenza di un Mini 6 Pro. Considerato il ritmo di rinnovamento della gamma, un lancio nel 2027 sembra più plausibile rispetto al 2026.

I nuovi droni DJI saranno in vendita in Francia?

Sì. Le restrizioni che impediscono la commercializzazione dei nuovi modelli DJI riguardano esclusivamente gli Stati Uniti. Gli ultimi modelli lanciati, dall’Avata 360 ai Lito 1 e Lito X1, sono stati commercializzati normalmente in Francia e in Europa, a volte con qualche giorno o qualche settimana di ritardo rispetto alla Cina.

Le batterie del DJI Neo 2 saranno compatibili con il Neo 3?

A giudicare dall'etichetta della batteria trapelata, no. Il Neo 3 utilizza un pacco batterie a tre celle da 18,9 Wh dotato di sette contatti, contro le due celle e i cinque contatti del Neo 2, il che esclude qualsiasi compatibilità tra le due generazioni.