DJI Air 4: tutto quello che sappiamo sul prossimo drone DJI prima del suo lancio

Dalla primavera del 2026, il nome DJI Air 4 circola con sempre maggiore insistenza negli ambienti specializzati, alimentato da una serie di indiscrezioni, riferimenti normativi e testimonianze provenienti da fonti del settore generalmente ben informate. L’atteso successore del’Aria 3S, in uscita alla fine del 2024, non è tuttavia stato oggetto di alcun annuncio ufficiale da parte di DJI al momento della pubblicazione di questo articolo. È proprio questo che rende l’argomento così interessante da trattare con rigore: tra gli elementi confermati da documenti amministrativi ben reali e le ipotesi più speculative riportate da alcuni media, c’è una differenza che ogni appassionato di droni farebbe bene a conoscere prima di farsi un’opinione, o addirittura prima di mettere da parte dei soldi. Questo articolo fa il punto completo su tutto ciò che si sa oggi del DJI Air 4, distinguendo sistematicamente le informazioni verificate dalle voci, e verrà aggiornato man mano che verranno rilasciati nuovi annunci.

Un nuovo capitolo molto atteso per la gamma Air

Per capire perché l’arrivo dell’Air 4 stia suscitando così tanta attenzione, occorre soffermarsi sul ruolo che la gamma Air riveste nel catalogo DJI. Dal lancio del primo Mavic Air Nel 2018, questa famiglia di droni si è affermata come il punto di equilibrio tra i modelli Mini, leggeri e accessibili ma più limitati dal punto di vista fotografico, e i Mavic, modelli di riferimento professionali dal prezzo nettamente più elevato. Le generazioni successive, Air 2, Air 2S, Air 3 e poi Air 3S, hanno ciascuna perfezionato questa proposta: dimensioni ancora ragionevoli, un’autonomia soddisfacente, una doppia fotocamera performante e un prezzo che rimane accessibile a un pilota amatoriale esigente o a un creatore di contenuti semiprofessionale. L’Air 3S, lanciato sul mercato nell’ottobre 2024, aveva consolidato questa posizione grazie al sensore principale da un pollice e al teleobiettivo dedicato, una combinazione elogiata dalla stampa specializzata per il suo rapporto qualità-prezzo.

Ormai sono quasi due anni che ci separano da questa uscita prevista per l’estate del 2026, un lasso di tempo particolarmente lungo se si considera il ritmo di rinnovamento abituale di DJI per questa gamma. Questa lunga attesa alimenta naturalmente le speculazioni e spiega in gran parte l’intensità della copertura mediatica di cui gode l’Air 4 da diversi mesi, nonostante nessuna immagine ufficiale né scheda tecnica siano trapelate direttamente dai canali di comunicazione del marchio.

A che punto siamo oggi? La cronologia degli indizi

Sebbene DJI non si sia ancora espressa in merito, diversi segnali concreti confermano che lo sviluppo dell’Air 4 è reale e in fase avanzata. Il primo indizio tangibile risale all’inizio del 2025, con la diffusione di fotografie presentate come quelle di un prototipo incidentato, che mostrano un telaio inedito e sensori aggiuntivi rispetto all’Air 3S. Questo tipo di fuga di notizie, frequente nel settore dei droni, non costituisce mai di per sé una prova formale, ma ha gettato le prime basi per un’attesa destinata a intensificarsi.

L'indice seguente, decisamente più attendibile, è emerso l’11 maggio 2026 quando il leaker Igor Bogdanov, noto con lo pseudonimo di Quadro_News e regolarmente citato dalla stampa specializzata per l’affidabilità delle sue fonti, ha individuato un riferimento al DJI Air 4 all’interno di un’applicazione cinese per la dichiarazione dei voli. Un velivolo deve infatti essere identificato presso le autorità per poter essere utilizzato legalmente sul territorio cinese, il che significa che un modello che compare in questo tipo di registro si trova necessariamente in una fase di sviluppo sufficientemente avanzata da poter prevedere una produzione in serie. All’inizio di luglio 2026 è stata compiuta un’ulteriore tappa con la segnalazione dell’Air 4 in un database di certificazione normativa cinese, un passo generalmente interpretato dagli osservatori del settore come il segnale che il velivolo è entrato nelle ultime fasi di messa a punto prima della commercializzazione.

Questo insieme di indizi convergenti, provenienti da fonti indipendenti l’una dall’altra, permette di stabilire con ragionevole certezza che il DJI Air 4 esiste davvero e che il suo lancio commerciale è ormai prossimo. Non consente tuttavia di fissare una data precisa. Le stime più diffuse collocano la commercializzazione tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, senza che alcun elemento consenta, in questa fase, di escludere un ulteriore rinvio, poiché DJI è solita comunicare solo quando il dispositivo è effettivamente pronto per la spedizione. È quindi opportuno considerare qualsiasi data annunciata da un sito di terze parti con la dovuta cautela.

La svolta annunciata: un drone Air finalmente sotto i 250 grammi

L’informazione più citata, e senza dubbio quella più determinante per il futuro della gamma, riguarda il peso del velivolo. L'attuale Air 3S pesa 724 grammi, il che lo colloca nella categoria europea C1 e impone al suo pilota una serie di obblighi normativi che approfondiremo più avanti. Tuttavia, diverse indiscrezioni concordanti, riportate sia dai media specializzati nelle notizie su DJI sia dagli analisti del settore, suggeriscono che l’Air 4 potrebbe, per la prima volta, portare un modello della gamma Air al di sotto della soglia simbolica dei 250 grammi, un territorio finora riservato alla gamma Mini.

Una scelta del genere rappresenterebbe un notevole cambiamento di rotta per DJI. Finora, il marchio aveva limitato i propri modelli ultraleggeri alla serie Mini, proprio perché la miniaturizzazione impone compromessi tecnici difficili da conciliare con le ambizioni fotografiche e le prestazioni di volo che ci si aspetta da un drone Air. Ridurre il peso di quasi 500 grammi mantenendo, o addirittura migliorando, la qualità dell’immagine, l’autonomia e la robustezza del sistema di trasmissione richiede un notevole lavoro di ingegneria sulla batteria, sui materiali della cellula e sull’architettura elettronica di bordo. Gli osservatori del settore sottolineano inoltre che DJI dovrà necessariamente operare scelte oculate per mantenere questa promessa senza snaturare il DNA della gamma Air. Non è quindi da escludere che alcuni compromessi, ad esempio in termini di resistenza al vento o di autonomia massima, possano mitigare questa impresa annunciata una volta che il dispositivo sarà stato testato in condizioni reali.

L'importanza strategica di questa scelta per DJI rimane comunque evidente e dipende quasi interamente dalla normativa europea e internazionale sui velivoli senza pilota, un argomento su cui torneremo in dettaglio più avanti in questo articolo, poiché riguarda direttamente i piloti francesi.

Il sistema di telecamere: verso un nuovo punto di riferimento in condizioni di scarsa illuminazione?

Dal punto di vista fotografico, le indiscrezioni che circolano indicano il mantenimento di una configurazione a doppio sensore, in linea con ciò che ha determinato il successo dell’Air 3S. Quest'ultimo abbina un sensore principale da un pollice, dotato di un'apertura f/1,8 e di una lunghezza focale equivalente a 24 millimetri, a un teleobiettivo con un sensore più piccolo da 1,3 pollici che offre uno zoom ottico 3x. Alcune fonti accennano, sebbene in modo meno consolidato rispetto alle altre informazioni riportate in questo articolo, alla possibilità che l’Air 4 integri due sensori da un pollice, il che costituirebbe un notevole miglioramento della qualità dell’immagine in modalità teleobiettivo. Questa ipotesi va presa con cautela fintanto che nessuna fuga di informazioni relative alle specifiche tecniche complete non venga a confermarla.

Ciò che invece emerge in modo più sistematico dalle diverse fonti consultate è l’enfasi posta sulle prestazioni in condizioni di scarsa illuminazione. Diversi analisti parlano di un sensore più grande o di un obiettivo più luminoso, progettato specificamente per migliorare gli scatti all’alba e al tramonto, fasce orarie particolarmente apprezzate dai fotografi di paesaggi per la qualità della luce. Se questa tendenza dovesse confermarsi, si inserirebbe nella logica continuazione delle aspettative espresse dalla comunità degli utenti Air, per i quali la versatilità in tutte le condizioni di luminosità rimane un criterio di acquisto determinante. È ragionevole aspettarsi che DJI mantenga, su questo nuovo modello, i profili colorimetrici avanzati come il D-Log M e l’HLG a 10 bit, che erano stati ben accolti sull’Air 3S, nonché le risoluzioni video elevate fino a 4K a frame rate sostenuto, anche se nessuna scheda tecnica ufficiale permette ad oggi di confermarlo con certezza.

Trasmissione O4+, autonomia e prestazioni di volo previste

Per quanto riguarda il collegamento video e il controllo, le indiscrezioni indicano l’integrazione del sistema DJI O4+, un’evoluzione del protocollo O4 già presente sull’Air 3S e recentemente esteso alla gamma di fascia alta Mavic 4 Pro. Questa versione potenziata promette in generale una latenza ancora più ridotta, una maggiore resistenza alle interferenze negli ambienti urbani densamente popolati e un flusso video di ritorno visualizzato sul radiocomando con una definizione superiore: tutti elementi che migliorano direttamente il comfort di pilotaggio, in particolare durante le riprese tecniche che richiedono una reattività immediata.

Per quanto riguarda l’autonomia, le stime che circolano indicano una durata di volo compresa tra i 38 e i 40 minuti. Questo dato va messo in prospettiva con le informazioni già note sull’Air 3S, che dichiara ufficialmente un’autonomia compresa tra 45 e 46 minuti, ma la cui autonomia effettiva riscontrata in condizioni d’uso si attesta piuttosto tra i 38 e i 41 minuti, secondo i test indipendenti condotti dalla stampa specializzata. In altre parole, se queste informazioni dovessero confermarsi, l’Air 4 riuscirebbe a mantenere un’autonomia paragonabile a quella del suo predecessore in condizioni reali, nonostante una riduzione di peso di quasi 500 grammi, il che costituirebbe di per sé una notevole prestazione ingegneristica in termini di gestione energetica e aerodinamica del velivolo. Diverse fonti parlano inoltre di un telaio completamente riprogettato per migliorare la penetrazione nell’aria e la stabilità, con una resistenza al vento dichiarata fino a 14 metri al secondo, un dato che resta tuttavia da confermare tramite test indipendenti una volta che il dispositivo sarà disponibile.

Evitamento degli ostacoli e sicurezza di volo

Anche la sicurezza di volo rientra tra i punti regolarmente citati dalle fonti che hanno avuto accesso ad alcuni elementi del fascicolo di certificazione. Si parla di un sistema di rilevamento ostacoli omnidirezionale potenziato rispetto a quello dell’Air 3S, che integrava già un rilevamento a 360 gradi integrato da un sensore LiDAR per i voli in condizioni di scarsa luminosità. Per quanto riguarda l’Air 4, diversi analisti parlano di una nuova generazione di sensori annunciata come più precisa e reattiva, in particolare negli scenari di volo notturno o al crepuscolo, un aspetto in linea con gli sforzi menzionati anche per quanto riguarda la fotocamera. È tuttavia ancora troppo presto per sapere se questo miglioramento si tradurrà in un’architettura hardware diversa o in un semplice perfezionamento software degli algoritmi di rilevamento già esistenti, dato che DJI è solita perfezionare i propri sistemi di sicurezza tramite successivi aggiornamenti del firmware dopo il lancio.

Quanto costa il DJI Air 4?

La questione del prezzo rimane, a questo punto, una delle più incerte dell’intero dossier, e le fonti consultate per questo articolo presentano opinioni sensibilmente divergenti su questo punto, il che invita a una particolare cautela. Una parte degli osservatori ritiene che DJI potrebbe mantenere un posizionamento di prezzo simile a quello dell’Air 3S, il cui prezzo di lancio si attestava intorno ai 1.099 dollari per la configurazione base negli Stati Uniti, ovvero un prezzo compreso tra i 930 e i 990 euro in Francia per il pacchetto associato al radiocomando RC-N3. Altre fonti, al contrario, prevedono un posizionamento più “premium”, con una fascia di prezzo annunciata compresa tra 1.500 e 1.700 dollari, in linea con i miglioramenti attesi per la fotocamera e la trasmissione. Questo significativo divario tra le due ipotesi illustra bene il livello di incertezza che ancora circonda la questione, fintanto che non verrà fatto alcun annuncio ufficiale, e ci induce a non comunicare alcuna cifra come un dato certo prima della conferma da parte della stessa DJI.

DJI Air 4 a confronto con l’Air 3S e il Mavic 4 Pro: la tabella comparativa

Per collocare l’Air 4, ancora ipotetico sotto diversi aspetti, nel panorama attuale della gamma DJI, la tabella sottostante mette a confronto le caratteristiche confermate dell’Air 3S e del Mavic 4 Pro, due modelli reali e già in commercio, con le informazioni trapelate riguardo all’Air 4. I valori relativi a quest’ultimo sono quindi da considerarsi stime non confermate da DJI.

CaratteristicheDJI Air 3S (confermato)DJI Air 4 (voci)DJI Mavic 4 Pro (confermato)
Peso724 gMeno di 250 g (non confermato)1.063 g
Categoria europeaC1C0 (se confermato)C2
Fotocamera principale1 pollice, 50 Mpx, f/1,8Probabilmente 1 pollice + teleobiettivoFour Thirds, 100 Mpx
Video massimo4K a 120 fpsNon confermato6K a 60 fps
TrasmissioneO4 (10 km)O4+ (in lizza)O4+ (fino a 30 km FCC)
Autonomia dichiarata / effettiva45-46 min / 38-41 min38-40 min stimati51 min / circa 37 min
Prezzo di lancio indicativoA partire da 930-990 €Tra 1.000 e 1.700 $, a seconda delle fontiA partire da 2.099 €
StatoIn commercio dall'ottobre 2024Non annunciato, uscita prevista per la fine del 2026 / l'inizio del 2027In commercio da maggio 2025

Questo confronto illustra bene il posizionamento a cui mirerebbe l’Air 4 se mantenesse le sue promesse: offrire una parte significativa delle capacità fotografiche della gamma Air in un formato finora riservato ai modelli Mini, pur rimanendo nettamente al di sotto del Mavic 4 Pro in termini di prezzo e di sofisticazione del sistema fotografico, che rimane appannaggio della fascia alta professionale di DJI.

Cosa cambierebbe concretamente per i piloti francesi se il limite fosse abbassato a 250 grammi

Si tratta senza dubbio dell’aspetto più importante da approfondire per qualsiasi pilota con sede in Francia o, più in generale, nell’Unione europea, vista la profonda armonizzazione delle normative applicabili agli aeromobili senza equipaggio avvenuta negli ultimi anni. A partire dal 31 dicembre 2025, gli scenari nazionali transitori che coesistevano ancora con il quadro normativo europeo sono definitivamente scaduti, il che significa che d’ora in poi su tutto il territorio si applicano esclusivamente le norme armonizzate dell’Unione europea. Tale normativa classifica i droni della cosiddetta «categoria aperta» in base a precise soglie di massa: la classe C0 riguarda i velivoli di peso inferiore a 250 grammi, la classe C1 quelli di peso inferiore a 900 grammi, come l’attuale Air 3S, e la classe C2 quelli di peso inferiore a 4 chilogrammi, come il Mavic 4 Pro.

Scendere sotto la soglia dei 250 grammi non è una semplice curiosità tecnica, ma un vero e proprio cambiamento di status normativo. Un velivolo di classe C0 rientra infatti nella sottocategoria A1, che consente in particolare il sorvolo di persone isolate, mentre un velivolo di classe C1 come l’Air 3S, impone già una maggiore cautela in prossimità di terzi, mentre un modello di classe C2 come il Mavic 4 Pro richiede il più delle volte il passaggio alla sottocategoria A2, con una maggiore distanza di sicurezza rispetto alle persone non coinvolte nel volo. Un Air 4 omologato C0 consentirebbe quindi al suo pilota di evitare il requisito di formazione avanzata A2, riservato ai velivoli più pesanti che volano in prossimità di zone abitate, pur mantenendo l’obbligo, comune a tutti i piloti, di seguire la formazione teorica online A1/A3 prima del primo volo.

È tuttavia opportuno non cedere a un’interpretazione troppo ottimistica di questa evoluzione. Un drone dotato di telecamera rimane soggetto all’obbligo di registrazione da parte dell’operatore sulla piattaforma AlphaTango della Direzione Generale dell’Aviazione Civile, indipendentemente dal suo peso, purché sia dotato di un sensore in grado di acquisire dati personali. Continuerà inoltre ad applicarsi l’obbligo di identificazione elettronica a distanza, in vigore dal 1° gennaio 2024. Allo stesso modo, la classe C0 non autorizza in alcun caso il sorvolo intenzionale di assembramenti di persone, una regola che rimane una linea rossa assoluta indipendentemente dalla categoria del velivolo. Per gli utenti a fini professionali, la sottoscrizione di un’assicurazione di responsabilità civile specifica, con una copertura minima generalmente fissata a 930.000 euro, rimane inoltre vivamente raccomandata, se non addirittura obbligatoria a seconda della natura dell’attività svolta. Il passaggio a un peso inferiore a 250 grammi eliminerebbe quindi un ostacolo amministrativo concreto e ben accetto da molti appassionati, senza tuttavia esonerare nessuno dal rispetto del quadro normativo nel suo complesso.

Disponibilità incerta negli Stati Uniti

Sebbene questo articolo sia rivolto principalmente a un pubblico francese ed europeo, sarebbe incompleto non menzionare le difficoltà che DJI sta attualmente affrontando sul mercato statunitense, vista la loro potenziale influenza sul calendario di lancio internazionale dell’Air 4. Diversi recenti lanci del marchio, anche nella gamma Osmo, si sono scontrati con ostacoli normativi specifici degli Stati Uniti: la mancata autorizzazione da parte della Federal Communications Commission per i nuovi modelli, l’inserimento di DJI nell’elenco previsto dalla sezione 1260H della legge sul programma di difesa nazionale statunitense e i fermi doganali legati alla legge sulla prevenzione del lavoro forzato degli uiguri. Questi ostacoli, di natura giuridica puramente statunitense, non riguardano direttamente gli acquirenti europei, ma potrebbero indurre DJI a dare prova di maggiore cautela nella sua comunicazione internazionale e a rinviare alcuni annunci, il che spiegherebbe in parte l’attuale silenzio del marchio sull’Air 4.

Prepararsi alla manutenzione del proprio futuro DJI Air 4

Al di là delle caratteristiche tecniche, l’annunciato arrivo di un nuovo modello Air rappresenta sempre un’ottima occasione per ricordare alcuni semplici principi di manutenzione, tanto più rilevanti se dovessero confermarsi le voci su un telaio alleggerito e un’architettura dei sensori inedita. Un velivolo più leggero implica generalmente una cellula più sottile e componenti interni disposti in modo più compatto, il che rende ancora più importante un controllo regolare delle eliche, del corretto funzionamento della gondola stabilizzatrice e della calibrazione della centrale inerziale e della bussola prima di ogni sessione di volo un po’ impegnativa. Come per ogni nuova generazione di velivoli, è inoltre probabile che i primi ricambi compatibili, batterie, eliche o carene protettive, impieghino alcune settimane per essere disponibili in quantità sufficiente dopo il lancio commerciale, un ritardo che è utile prevedere per i piloti che intendono un uso intensivo fin dai primi giorni.

In caso di urto o malfunzionamento, la tentazione di smontare da soli un apparecchio nuovo per individuare il guasto può sembrare naturale, ma comporta il rischio concreto di aggravare il danno o di invalidare la garanzia del produttore, in particolare nel caso di un modello appena lanciato sul mercato, per il quale i tecnici non hanno ancora acquisito un'esperienza approfondita. Rivolgersi a un tecnico specializzato, in grado di diagnosticare con precisione l’origine di un guasto e di ordinare il ricambio adeguato, rimane nella stragrande maggioranza dei casi la soluzione più sicura per prolungare la durata di vita del proprio drone senza comprometterne le future prestazioni di volo. Si raccomanda inoltre di seguire attentamente gli aggiornamenti del firmware pubblicati da DJI nelle settimane successive al lancio, poiché questi primi aggiornamenti spesso correggono i difetti iniziali individuati dopo la diffusione su larga scala del dispositivo.

Conclusione: cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il DJI Air 4 si preannuncia, se le indiscrezioni attualmente disponibili dovessero trovare conferma, come una delle evoluzioni più significative che la gamma Air abbia mai conosciuto dalla sua creazione, con in cima alla lista un peso senza precedenti inferiore ai 250 grammi che ridisegnerebbe profondamente il suo posizionamento normativo e il suo pubblico. È tuttavia opportuno mantenere un certo scetticismo: DJI non ha finora comunicato alcuna scheda tecnica ufficiale, né prezzi né una data di lancio definitiva, e la storia del marchio dimostra che preferisce sistematicamente posticipare un annuncio piuttosto che lanciare un prodotto che ritiene ancora perfettibile. I prossimi mesi, tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027 secondo le stime più diffuse, dovrebbero consentire di chiarire queste ultime incertezze. Reparation-drone.com continuerà a seguire da vicino la vicenda e aggiornerà questo articolo non appena saranno disponibili informazioni ufficiali e verificate.

Domande frequenti sul DJI Air 4

Quando uscirà il DJI Air 4?

Ad oggi, DJI non ha comunicato alcuna data ufficiale. Gli indizi normativi individuati nella primavera e nell’estate del 2026, in particolare il passaggio attraverso un database di certificazione cinese, lasciano supporre un lancio sul mercato verso la fine dell’anno 2026, con la possibilità di un rinvio all’inizio del 2027 qualora DJI ritenesse necessario perfezionare ulteriormente alcuni aspetti del prodotto.

Il DJI Air 4 peserà davvero meno di 250 grammi?

È l’ipotesi più spesso riportata dalle fonti specializzate che hanno avuto accesso ad alcuni elementi del fascicolo normativo, ma non è stata confermata da DJI. Se fosse vera, si tratterebbe di una novità assoluta per la gamma Air, che finora si è sempre posizionata al di sopra di questa importante soglia normativa.

Quanto costa il DJI Air 4?

Le stime divergono notevolmente a seconda delle fonti: alcune indicano un prezzo simile a quello dell’Air 3S, intorno ai 1.100 dollari, mentre altre prevedono un prezzo più elevato, compreso tra i 1.500 e i 1.700 dollari, in ragione dei miglioramenti attesi. Nessuna di queste cifre può essere considerata attendibile finché DJI non avrà comunicato il prezzo ufficiale.

Il DJI Air 4 sostituirà semplicemente l'Air 3S?

DJI mantiene tradizionalmente i modelli precedenti nel catalogo per un certo periodo dopo l’uscita di un modello successivo, solitamente a un prezzo ridotto. È quindi probabile che l’Air 3S rimanga disponibile all’acquisto, almeno temporaneamente, dopo il lancio dell’Air 4, offrendo così un’alternativa per chi ha un budget più limitato.

Il DJI Air 4 sarà disponibile in Francia sin dal suo lancio?

Al momento non vi sono indicazioni che gli ostacoli normativi che DJI sta attualmente affrontando negli Stati Uniti possano influire sulla disponibilità dell’Air 4 in Francia o, più in generale, in Europa, poiché tali restrizioni sono specifiche del quadro giuridico statunitense. È tuttavia opportuno mantenere la massima cautela finché il marchio non avrà comunicato una data ufficiale di commercializzazione per ciascun mercato.